intestazione

Ti trovi nella sezione Link alla Home page Link alla sezione batteri Link alla sezione virus Link alla sezione bibliografia Link siti amici

Titolo virus
[1] [2] [3]  [MAPPA DELLA SEZIONE VIRUS]

NOTA INTRODUTTIVA

I virus hanno costituito, e per alcuni aspetti costituiscono tuttora, una palese sfida alla concezione ortodossa del concetto di “materia vivente”.
Il bisogno di etichettare, catalogare, differenziare tutte le tipologie strutturali presenti nel nostro ecosistema globale ha costretto i primi biologi ad interrogarsi su ciò che era vivente in contrapposizione a quello che non lo era.
La tassonomia, come accennato nell’introduzione ai batteri, mira proprio a mettere ordine non tanto a ciò che esiste in natura (che, di suo, non ne avrebbe bisogno) quanto alle infinite e soggettive interpretazioni e catalogazioni che gli scienziati, unilateralmente, indicavano. Nacque così l’esigenza di uniformare i criteri di suddivisione in maniera che un individuo avesse, globalmente, una collocazione univoca. Quest’opera, senz’altro meritoria e lungimirante, presenta tuttavia l’inconveniente che tutte le entità “border line” studiate sono state introdotte a forza, di volta in volta, in categorie che non sempre corrispondevano alla reale identità del soggetto esaminato.

Alcune contraddizioni sono diventate problematiche nel momento in cui si è trattato di stabilire cosa fossero i virus ed in quale cassetto tassonomico andassero riposti.
La “vecchia scuola” aveva stabilito alcune regole basilari per differenziare la materia vivente dal mondo inanimato:

1)     Tendenza a rispondere agli stimoli.

2)     Utilizzazione di sorgenti nutritive.

3)    Tendenza all’accrescimento ed allo sviluppo.

4)    Capacità di riprodursi.

5)     Presenza di un ciclo vitale: nascita, crescita, riproduzione, morte.

Un soggetto, per appartenere al regno vivente, doveva soddisfare contemporaneamente tutte le caratteristiche sopra indicate; infatti non includeremmo un metallo tra gli esseri viventi pur avendo, questi, la tendenza a rispondere agli stimoli (come il dilatarsi all’aumento della temperatura),  e neppure considereremmo una lampadina un essere vivente per la sua utilizzazione di sorgenti nutritive (la corrente elettrica che rende incandescente il filamento di tungsteno), inoltre non potremmo certo affermare che l’aumento di dimensioni di una palla di neve che rotola giù da una montagna innevata sia annoverabile nella tendenza all’accrescimento e sviluppo.[1]

I virus interpretano le regole sopra esposte in maniera molto “personale”.
Possono ad esempio venire cristallizzati (come fanno le sostanze chimiche non viventi) oppure essere sottoposti ad altissime temperature o all’effetto di sostanze aggressive (acidi, basi, ecc.) mantenendo, a dispetto di ciò, la capacità di riprodursi e continuare a vivere al ripristino di condizioni normali. La loro stessa riproduzione è possibile unicamente in presenza di una cellula ospite.  In mancanza di una struttura superiore da parassitare sono solo un insieme di composti chimici inanimati.

Tutte queste caratteristiche hanno favorito “l’ambiguità tassonomica ” di questi soggetti e la conseguente collocazione intermedia tra vita e materia bruta.

Riportiamo, qui di seguito, i differenti metodi di catalogazione fin qui adoperati, in rigoroso ordine cronologico. Per la trattazione dell'argomento ci baseremo sul più recente  non disdegnando tuttavia, qualora la descrizione risultasse più agevole e comprensibile, brevi incursioni negli altri prospetti tassonomici.


CLASSIFICAZIONE DI HOLMES  (1948)

Catalogazione effettuata seguendo la nomenclatura binomiale di Linneo che prevede un unico ordine - Virales - suddiviso in tre gruppi:

Catalogazione dei virus secondo Holmes


CLASSIFICAZIONE LHT  (1962)

Basata sulle caratteristiche chimiche e fisiche (il tipo di acido nucleico, la simmetria, il numero dei capsomeri, il diametro del capside).

Catalogazione dei virus secondo LHT

 


CLASSIFICAZIONE DI BALTIMORE  (1971)

La suddivisione viene effettuata in relazione al genoma del virus, se DNA o RNA,  a singolo o doppio filamento (single strand [ss] o double strand [ds]), a senso positivo (+) o negativo (-).

Catalogazione dei virus secondo Baltimore


Classificazione dei ribovirus secondo Baltimore


Classificazione dei deossiribovirus secondo Baltimore


CLASSIFICAZIONE DELL'ITCV  (1990)

È la suddivisione impostata dalla Commissione Internazionale per la Tassonomia dei Virus, l'unico organo ufficialmente incaricato di sviluppare ed aggiornare la catalogazione dei virus. Questa classificazione ricalca nel complesso l'impostazione tassonomica tradizionale degli organismi cellulari discriminando tra Ordine, Famiglia, Sottofamiglia, Genere e Specie.
Lo schema sotto riportato si limita all'elencazione degli Ordini e delle Famiglie in considerazione della "mole" di questa suddivisione.
Per l'esposizione completa si rimanda al sito ufficiale dell'ITCV (http://www.ictvonline.org/virusTaxonomy.asp?version=2009).

Catalogazione dei virus secondo l'ITCV

 


Freccia torna su


Markup W3C HTML Markup W3C CSS

© 2011 - 2015 - Created by: Ascari -  mail